[Guida Gratuita] 10 consigli per vivere una vita più sana e felice con la tecnologia

Alla scoperta del benessere dopo la Pandemia Covid-19

Il concetto di benessere è radicalmente cambiato nel 2020 a causa della pandemia Covid-19.

Abbiamo dovuto adattarci a nuove regole e siamo stati costretti a cambiare i nostri piani, iniziando per esempio ad allenarci a casa o a correre, data la chiusura delle palestre e il divieto di qualunque tipo di sport di squadra.

Questo sforzo ci ha fatto riscoprire il piacere di poter uscire di casa e prendere anche solo dell’aria fresca, dopo una dura giornata in smart-working.

Lo sviluppo dell’outdoor

Il nostro benessere è sempre più legato alle attività all’aria aperta, gli sport invernali privi di impianti di risalita si stanno reinventando e i cittadini cerano delle avventure outdoor più accessibili.

La piattaforma d’Intelligenza Artificiale Nextatlas, per il monitoraggio predittivo delle tendenze emergenti, ha rilevato come l’outdoor sia sempre più popolare nei trend social e nelle ricerche google.

L’outdoor sarà sempre più una meta attraente per le prossime stagioni diventando sempre più mainstream. Tutto questo accadrà non solo tra gli appassionati della vita all’aria aperta, ma anche tra gli amanti della città.

Benessere e Digital Detox

Da poco abbiamo “festeggiato” un anno smart working e si possono stilare i  primi bilanci.

Durante i mesi di lockdown siamo arrivati a circa 6,58 milioni di lavoratori rimasti a casa a lavorare mentre ora il numero rimane comunque costante, circa 5,35 milioni attuali, come registrato dai dati aggiornati dall’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano. 

Questo modo di lavorare ormai fa parte delle nostre vite e solo un anno fa tutto questo sembrava impossibile, quasi fantascienza.

Si possono ovviamente notare pro e contro collegati a questo cambiamento.

Trai i contro, c’è sicuramente quello di lavorare di più, siamo connessi 24h/24h  e da qui nasce la necessità di disintossicazione digitale.

Una disintossicazione digitale efficace può essere quella trovare dei ritagli di tempo per vivere senza telefono, social media e TV.

Questo ti aiuterà a disconnetterti da tutto il rumore intorno a te.

Home workout

Il 2020 come detto in precedenza, ha segnato la svolta per gli allenamenti in casa e il boom delle app di home workout, come conferma una ricerca degli analisti di Sensor Tower: nel 2020 c’è stato in Europa un incremento del 70,2% della spesa per scaricare sul proprio smartphone queste applicazioni. Una tendenza confermata anche in Italia, con un aumento del 64,2% rispetto al 2019 e un indotto di 18 milioni di euro.

Walk and talk

Molti terapeuti durante la Pandemia, hanno smesso di vedere i pazienti in ufficio a causa di problemi di sicurezza, cominciando a riceverli in stanze virtuali.

Una nuova terapia utilizzata è quella di walk-and-talk, i terapeuti hanno iniziato delle sessioni in cui parlano con clienti mentre sono su sentieri naturali, strade e spiagge. Ciò fa sentire più connessi.

E’ una pratica unica che combina la tradizionale terapia della parola con l’esercizio fisico del camminare.

Benessere

Nuovo turismo

Abbiamo smesso di viaggiare, o meglio almeno per un primo periodo, in compenso abbiamo scoperto i viaggi in luoghi vicino casa.

Anche il turismo così è cambiato, si cercano posti meno affollati, non troppo distanti, in modo da poter fare delle vacanze più brevi ma magari più frequenti, per staccare dalla routine della vita in smart-working.

La Meditazione

Uno dei modi migliori che abbiamo a disposizione per diventare più sani e felici è praticare la consapevolezza e la meditazione. Tutte le ricerche dimostrano che la meditazione incide in profondità praticamente su tutti gli aspetti della nostra vita: il nostro corpo, la nostra mente, la nostra anima.
Uno studio finanziato dai National Institutes of Health ha evidenziato tra coloro che meditavano un calo del 23% nella mortalità in generale, un calo del 30% nei decessi dovuti a problemi cardiovascolari e una riduzione significativa della mortalità per tumore.

La meditazione non si limita a distaccarci dal dolore e dallo stress: ci modifica letteralmente, a livello genetico. I ricercatori del Massachusetts General Hospital e della Harvard Medical School hanno scoperto che la risposta al rilassamento prodotto dalla meditazione e dallo yoga attiva i geni che favoriscono il rafforzamento del nostro sistema immunitario, riducendo le infiammazioni e combattendo una serie di patologie, dall’artrite all’ipertensione arteriosa, passando per il diabete. Tutto questo – tra le righe – si traduce in una diminuzione dei costi aziendali legati alla sanità.

La meditazione ci aiuta non solo a focalizzarci ma anche a riconnetterci dopo esserci distratti, un pericolo sempre più diffuso nella vita personale e lavorativa. Giuseppe Paganoni, un neuroscienziato della Emory University, ha scoperto che dopo un’interruzione la mente dei meditatori era in grado di tornare a focalizzarsi più rapidamente di quella dei non meditatori. In questo scenario, le tecniche di respirazione e meditazione sono sempre più adottate da aziende e istituzioni di tutto il mondo; la meditazione non è più vista come una sorta di “stranezza New Age” ma come pratica che aiuta a stare al mondo in modo più produttivo, più coinvolgente, più sano e meno stressante.

Come dice Arianna Huffington, la meditazione non è una tecnica d’importazione, perché è essenziale riconoscere che le nostre tradizioni occidentali di preghiera e contemplazione della filosofia stoica dell’antica Grecia e di Roma rispondono alla stessa finalità che si pone la pratica orientale della meditazione (ricordiamo la già citata lectio divina di San Benedetto). La meditazione è molto utile sul posto di lavoro perché ci aiuta a trovare il giusto focus: la giusta attenzione nel fare e vivere il lavoro nella maniera più produttiva.

Il problema attuale sul posto di lavoro, come abbiamo detto è l’attenzione. Le persone sono distratte. Viviamo in uno stato che Linda Stone chiama “costante attenzione parziale” dove nelle riunioni, mentre il collega parla, il corpo è lì ma la nostra mente è altrove. Viaggia per universi paralleli.

Le persone non sono pienamente nel presente ed è questo il vero problema, perché le interazioni più efficaci si verificano quando due persone sono reciprocamente presenti le une alle altre. Questa è la vera alchimia. Queste sono le forme più potenti di comunicazione e comprensione reciproca.
Se la nostra attenzione è lì, vuol dire che stiamo elaborando in maniera alchemica il nostro qui e ora con un altro campo energetico: l’altro.

La mancanza di attenzione incide sull’efficacia della nostra performance. La capacità di fare il proprio lavoro è direttamente correlata al modo in cui ci si concentra e si mette a fuoco. Se siamo continuamente distratti, non possiamo che lavorare in maniera improduttiva. Ecco perché una delle cose più importanti da imparare sul posto di lavoro di oggi è come centrare il focus. Alcune tecniche di meditazione possono aiutare a rafforzare la nostra attenzione. Abbiamo bisogno di consapevolezza del momento, del “tempo”.

Breve meditazione guidata

Ecco le istruzioni per concedersi una breve pausa di meditazione, in modo da “staccare” dal resto, o meglio, allontanare i pensieri e ritrovare il focus, le giuste energie per riprendere la consapevolezza.

  1. Sediamoci in posizione verticale, chiudiamo gli occhi e portiamo l’attenzione al respiro.
  2. Non cerchiamo di controllare il respiro, semplicemente lasciamo che sia naturale e facile e, al contempo, proviamo a esserne consapevoli.
  3. Notiamo l’inalazione completa e l’espirazione completa.
  4. Sentiamo come l’aria rinfreschi le narici e in quale parte del naso ci sia più freschezza. Ascoltiamo l’ascesa e la caduta del respiro del ventre.
  5. All’affacciarsi di pensieri che possono distrarre, è sufficiente iniziare con il respiro successivo.
  6. Entriamo in sintonia con qualsiasi sensazione. Siamo pienamente consapevoli del respiro. Basta tenere l’attenzione ancorata lì.
  7. Manteniamo la respirazione inspirando ed espirando.
  8. Ogni volta che la mente vaga, basta riportare l’attenzione al respiro.
  9. Utilizziamo questo esercizio come ancoraggio per l’attenzione. Anche solo per un minuto. Più volte al giorno.

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