[Guida Gratuita] 10 consigli per vivere una vita più sana e felice con la tecnologia

Organizzare lo studio in sessione? Ecco 3 consigli da provare subito

Quante volte ci è capitato di arrivare al giorno prima dell’esame e di non avere ancora finito di studiare? Qui sotto troverai alcuni consigli per migliorare il tuo studio e per ottenere risultati grandiosi, esame dopo esame!

Come prima cosa bisogna sempre pianificare gli esami in base al loro peso, ad esempio, se dobbiamo preparare un esame da 6 CFU, uno da 9 CFU e uno da 12 CFU conviene iniziare sempre da quello da 6. Come mai? Il motivo è molto semplice.

Il nostro cervello è un organo che va abituato, non possiamo pretendere di iniziare a studiare 12 ore al giorno se prima abbiamo solo seguito le lezioni e al massimo sistemato gli appunti.

E’ sempre meglio iniziare dagli esami più “facili”, quelli con meno cose da studiare e il cui voto influisce meno sulla nostra media per poi passare agli esami più complessi e pesanti.

Una volta scelto l’esame da preparare è importante controllare il materiale, gli appunti, i libri, le dispense e avere tutto a disposizione per non rischiare di perdere tempo nel reperirlo.

Ma arriviamo ai consigli veri e propri su come gestire lo studio in sessione.

Gestire lo studio seguendo questi semplici tre consigli

  • Gestione dell’ambiente

Bisogna trovare un ambiente che la nostra mente associ allo studio. Può essere in casa, come ad esempio, la camera, l’ufficio dei genitori, oppure fuori casa, come la biblioteca, l’aula studio dell’università o il bar vicino alla palestra. L’importante è che sia un posto che la nostra mente associ solo ed esclusivamente allo studio.

Dopo aver scelto il nostro ambiente bisogna iniziare a creare dei rituali per far capire al nostro cervello che si inizia, bisogna trovare delle sane separazioni tra i vari mondi, come quello del sonno-veglia. Se siamo abituati a studiare in casa, una bella doccia prima della sessione di studio potrebbe essere l’ideale, soprattutto se seguita da un buon caffè.

  • Gestione della tecnologia

Quante volte mentre stiamo studiando veniamo interrotti dal trillo del nostro cellulare o del computer? La risposta è molto semplice: tantissime.

Alcune ricerche condotte da Deloitte mostrano come il nostro cervello impieghi circa 24 minuti per ritrovare il focus dopo ogni interruzione che facciamo, anche la più breve, come mandare un messaggino su Whatsapp o scrollare il feed di Instagram.

Bisogna iniziare a studiare in modalità focus, ovvero capire il momento della giornata in cui siamo più produttivi. Non disperate se vi trovate meglio a studiare di notte mentre tutti i vostri amici alle 7 del mattino sono già operativi, l’orario migliore cambia da persona a persona.

Una volta definito qual è il momento in cui il focus è ai massimi livelli dovete disattivare le notifiche dal vostro cellulare e se usate il pc anche da quello. Nessuno dei vostri amici si arrabbierà se per qualche ora non gli risponderete ai messaggi o non metterete like alle loro foto su Instagram.

Il nostro cervello però ha bisogno di sicurezza, avvertite le persone più importanti che non sarete disponibili per un po’ causa studio e invitatele a chiamarvi qualora avessero urgente bisogno di voi. Così facendo limiterete le perdite di tempo e soprattutto nessuno vi chiamerà per parlarvi del tempo, o almeno si spera.

Una volta disattivate le notifiche, o spento i dati internet, avvisato chi di dovere e attivato la suoneria l’ultima cosa da fare è quella di togliere il cellulare dal vostro campo visivo. Tutto ciò che possiamo vedere è causa di distrazione.

  • Gestione delle emozioni

Questa è forse la parte più difficile del processo di studio.

Innanzi tutto bisogna avere ben chiaro il perché si sta facendo una determinata cosa, studiando un preciso argomento o preparando un test. Bisogna fare tutto con consapevolezza per il nostro futuro.

Alzi la mano chi non conosce un amico che studia tantissimo ma che si fa sempre prendere dall’ansia agli esami e chi non conosce quell’amico che invece studia poco e niente ma è così sicuro di sè che potrebbe vendere pure il ghiaccio agli eschimesi.

Una volta che si ha ben chiaro il perché di quello che si sta facendo bisogna imparare a gestire le emozioni, anche se la frase più giusta sarebbe imparare a saper riconoscere le emozioni.

Tutto ciò che si è studiato è inutile se non si impara a riconoscere le emozioni. Bisogna partire con la consapevolezza che quello che si andrà a dire bene o male sarà giusto perché ci si è preparati per molto tempo su quell’argomento.

Sicuramente non è un processo semplice ma pian piano si inizieranno a vedere i primi risultati.

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