[Guida Gratuita] 10 consigli per vivere una vita più sana e felice con la tecnologia

Le 3 fasi di un viaggio Digital Detox

Un viaggio Digital Detox è prima di tutto un viaggio dentro noi stessi. Questo tipo di vacanza:

inizia molto tempo prima di partire e prendere il volo, infatti parte dalla consapevolezza di cominciare questo percorso. La consapevolezza inizia con lo stimolo, il bisogno, la necessità di cambiamento.

Alessio Carciofi

Il cambiamento di cui si parla, però, non può essere improvviso. Si tratta piuttosto di passare da una situazione di estremo “caos interiore” in cui, distratti continuamente dai nostri impegni, non riusciamo a focalizzarci davvero su cosa è importante per noi, ad una situazione di equilibrio, che si raggiunge gradualmente alla fine di un percorso dentro noi stessi.

Dopo aver individuato il periodo in cui pensiamo di essere pronti ad intraprendere questo viaggio, occorre prepararsi ad un “allontanamento” lento e graduale dai nostri dispositivi tecnologici.

È un momento molto importante e anche “impegnativo” dal punto di vista psicologico: va affrontato con la giusta concentrazione. La parola chiave è concentrazione.

Alessio Carciofi

Le fasi di un viaggio Digital Detox sono tre: la fase pre-partenza, la fase durante la vacanza e quella del post-rientro.

Fase pre-partenza

Pensiamo a una cosa che ci appassiona e stimola felicità, passione e gratitudine. Ora individuiamo un piccolo compito da portare a termine in un tempo prestabilito ed eliminiamo la tentazione: spegniamo almeno per 15 minuti lo smartphone.
Alla fine del compito, “concediamoci” un premio, qualsiasi esso sia: l’importante è che sia un pensiero per noi, un regalo per noi. In questo modo rimaniamo concentrati sul “qui e ora”, senza distrazioni: concediamoci il giusto premio, mantenendo sempre lo smartphone a portata di mano.

Godiamoci il momento presente e se ci assale qualche stato d’ansia o agitazione, non preoccupiamoci: è normale. Osserviamo e annotiamo tutto.

Frances Booth nel suo libro Felicemente #sconnessi consiglia di redigere un diario delle distrazioni digitali, in modo da renderci consapevoli dello stato di “attaccamento allo smartphone”.

La settimana successiva possiamo “alzare il tiro” a 30 minuti di attività disconnessi, ma ricordiamoci sempre che tali attività le dobbiamo vivere come un “gioco” e non come una punizione. Iniziamo a uscire alcune volte senza lo smartphone anche per brevi periodi: ci aiuterà piano piano a capire che possiamo andare a buttare la spazzatura anche senza di esso.

L’obiettivo in questa fase è arrivare a qualche giorno prima della partenza del nostro viaggio, durante il quale ci “allontaniamo” gradualmente dallo smartphone o dispositivo digitale. Questa tappa è molto importante: ovviamente non ci sono misure e dettami
empirici da osservare, decideremo noi il giusto timing, ma soprattutto il premio che ci concederemo.

Seconda cosa molto importante prima della partenza è impostare al meglio il lavoro che affronteremo al rientro: così facendo eviteremo l’ansia durante la vacanza e lo stress una volta tornati al lavoro.

Questo non significa lavorare 15 ore al giorno prima della partenza, ma gestire al meglio le scadenze dei progetti per evitare un ritorno traumatico. Terza cosa, molto importante, è comunicare ai nostri colleghi, funzionari, amici che per un determinato periodo saremo fuori ufficio o lontano di casa e difficilmente raggiungibili, anzi mai.

Che cosa fare per non andare in ansia? Facile: basta impostare un autoresponder sulla email d’ufficio e personale. Tutti i provider di email offrono tale soluzione, basta scrivere il messaggio che desideriamo far recapitare in modo automatico alle persone che ci
scrivono un’email.

Per le urgenze, la miglior situazione è fare in modo che siano filtrate da una segretaria o impostare un messaggio in segreteria telefonica.

Durante il nostro viaggio: l’arte di prendersi cura di sé stessi

Durante la vacanza Digital Detox è molto importante assicurarsi di avere una persona dello staff (della struttura ospitante) che ci possa “seguire”, con cui creare un percorso di attività da poter svolgere durante il periodo. Qualora questo servizio non sia disponibile (in Italia a oggi ancora poco presente), possiamo sempre affidarci a figure similari, come operatori olistici, personal coach o altro. Ricordiamo di condividere con queste figure gli obiettivi e le aspettative rispetto al percorso Digital Detox in vacanza.

Sarà l’occasione per iniziare ad ascoltare la “vocina” interiore, che giornalmente ci parla e non riusciamo a udire a causa della vita rumorosa. La regola base non è “accumulare”, bensì togliere, in altre parole fare in modo di non trovare delle attività per tenere la mente occupata, ma trovare il giusto equilibrio tra il “silenzio” e la parte artistica/creativa.

Nel VI secolo, San Benedetto istituì la tradizione della lectio divina, una pratica suddivisa in quattro fasi: lettura, meditazione, preghiera e contemplazione.

In questa fase del Digital Detox potrebbe essere ripresa e riadattata al contesto. Vediamo insieme alcune attività da prendere in considerazione durante tale periodo.

Meditazione

Intesa come attività di ascolto dell’apparato respiratorio, poiché è la pratica più semplice e funzionale. Quando siamo stressati, chiudiamo gli occhi, ascoltiamo e seguiamo l’inspirazione e l’espirazione. Faremo un po’ di fatica, specialmente se siamo alle prime armi. Non importa. Andiamo avanti. Ci vorranno come minimo tre giorni per iniziare a vedere i primissimi risultati.

viaggio

Diario di bordo

Teniamo un diario, riprendiamo in mano carta e penna e annotiamo tutto ciò che ci passa per la mente, le sensazioni, le emozioni, la rabbia, lo sconforto. Tutto ciò che abbiamo nel nostro “secondo cervello” buttiamolo fuori e mettiamolo per iscritto: la scrittura è terapeutica.

Passeggiate

Cogliamo l’occasione per fare delle passeggiate consapevoli, a pieno contatto con la natura, senza cuffiette, auricolari o cose del genere. Sarebbe meglio se riuscissimo a fare delle camminate a piedi nudi, a diretto contatto con la natura. Cerchiamo di vivere nel “presente” ogni passo che andremo a fare. Sentiamo i piedi che poggiano sulla terra e iniziamo a respirare con il naso, cerchiamo di distinguere i profumi, gli odori e ascoltiamo il “rumore” del silenzio e della natura. Osserviamo il tutto con attenzione, cercando di eliminare il brusio dei nostri pensieri.

Lettura

E’ un’altra attività che possiamo fare, in qualsiasi luogo, tempo e maniera. È consigliabile portarsi da casa dei libri in modo da focalizzarsi e immergersi subito nella lettura.

Creazione/arte

E’ una pratica molto consigliata, cioè quella di partecipare a dei corsi organizzati dove possiamo creare, disegnare, pitturare e cucinare. Il lavoro con le mani ci riporterà alle origini, all’età del bambino, dove ritroveremo la creatività più intima e la spensieratezza del creare qualcosa con le mani: incontriamo il nostro bambino interiore, è lì che ci aspetta per giocare. Creiamo qualsiasi cosa il nostro cuore senta di creare, qualunque essa sia avrà un valore ineguagliabile e potrà (anche) divenire un nostro souvenir da portare a casa.

In questa fase, è molto importante avere un supporto di un life coach, di una risorsa o figura (se c’è) all’interno della struttura, perché in queste circostanze le parole, i consigli, ci permetteranno di vedere le cose da un’altra prospettiva.

Insomma, durante la nostra vacanza Digital Detox fermiamoci ad ascoltare.

La nostra vita cambierà se desideriamo cambiarla ora.

“Non sarà solo una vacanza, ma un vero viaggio dentro noi stessi.”

Alessio Carciofi

Il ritorno a casa: come gestire il cambiamento

Questa fase è quella più importante, perché riguarda l’integrazione e potrebbe non essere piacevole come le altre. Potremmo sentirci soli, vuoti e strani ma non dobbiamo avere paura, è solo il gioco “mentale”, dettato dalla testa di fronte al cambiamento. Quindi andiamo avanti, siamo amorevoli con noi stessi e compassionevoli.

Stiamo investendo su noi stessi, in una sana abitudine che ci “cambierà” l’approccio nel vivere intensamente la giornata. Stiamo ritrovando il vero “essere”, che sarà un tutt’uno con la mente, lo spirito e il corpo. Quando ritorniamo, scriviamo sul diario o su un foglio le impressioni e cosa abbiamo imparato dall’esperienza vissuta.

Quello che abbiamo appreso in questa fase non dimentichiamocelo: ricordiamoci che occorrono 21 giorni per fare in modo che l’azione diventi un’abitudine. Cerchiamo di non riprendere “le vecchie” abitudini come guardare la televisione prima di andare a letto o leggere le email: basta poco per “resettare” tutto il lavoro fatto.

Sai cosa accadrà quando dovrai decidere cosa fare nella vacanza successiva a questa? Vorrai una vacanza che ti permetta di non fare nulla e annoiarti intendendo la “noia” nella sua migliore e propositiva accezione.

Abbiamo bisogno (anche) di riconnetterci con il “non fare nulla” e magari ciò può avvenire mentre stiamo interiorizzando un tramonto sul mare o dietro una montagna. Se ci riuscirai, a quel punto avrai fatto il vero cambiamento: non scatterai più una foto per farti considerare dagli altri ma vivrai l’intimità del tramonto come un lusso per te stesso. Del resto i social network non sono altro che dei grandi magazzini del nostro “ego” dove mercifichiamo un’esperienza nascosta da un bisogno celato di attenzione.

Ora l’attenzione è dentro di te.

La vacanza non è un lusso ma una necessità. “Le nostre vite sono totalmente prive di equilibrio, e una vacanza è un modo efficace di cambiare il ritmo della nostra esistenza, di esporre il cuore e la mente a cose nuove, e di dare una nuova prospettiva” sostiene Judie Fein, scrittrice e studiosa di aspetti socio-culturali legati al viaggio.

Photo by cookies_studio on freepik

Lascia un commento