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Solitudine digitale

 

Siamo stati ultimamente un po’ per conto nostro? Se sì, quante volte abbiamo avuto l’impulso di prendere lo smartphone per “collegarci” ed evitare il problema? Si arriva a un punto che per stare veramente bene c’è bisogno di un periodo di silenzio, un break, una rottura del quotidiano.

Questo periodo sarai tu stesso a decidere quando, dove e come debba arrivare.

Non è una tappa che ti devi imporre, ma un bisogno o una volontà che devi sentire nel cuore. Siamo così impegnati a scrivere le metanarrazioni sui nostri social che a volte ci dimentichiamo della bellezza della solitudine.

A volte abbiamo paura di stare soli, non riusciamo a non prendere in mano lo smartphone, a guardare l’aggiornamento, l’ultima foto su Instagram.

Ci sono passato pure io e a volte ripercorro lo stesso tragitto. Sai quando? Quando c’è un dislivello emotivo, un vuoto che si è aperto da poco, oppure per l’illusorio bisogno di tenere tutto sotto controllo.

Quando, invece, ci prendiamo un periodo tutto per noi, significa che ci stiamo volendo bene, che abbiamo il coraggio di agire e scoprire ciò che di noi finora è rimasto nascosto. Se saremo sempre in modalità multitasking, non riusciremo mai a comprendere fino in fondo di che cosa abbiamo bisogno, perché il “fare” continuamente ci allontana dall’essere.

Perché dovremmo prendere in considerazione un periodo di distacco (anche minimo) dagli smartphone e dal continuo flusso di distrazioni?

 

Ecco alcuni buoni motivi:

migliorare l’attenzione sul lavoro, specialmente nei lavori in cui è richiesto un focus decisionale e strategico;
creare spazio per sognare;
incontrare le persone senza distrazioni, interruzioni di notifiche o telefonate;
leggere libri, scrivere un diario;
camminare in mezzo alla natura, osservando ogni sua piccola forma;
permettersi una pausa dallo stress;
favorire la tranquillità della mente e riflettere su sé stessi.

 

Il segnale di una notifica, anche se non rivolta a noi, è sufficiente per distrarci gravemente, per questo è necessario che ci sia più rispetto nei luoghi pubblici come il treno o l’aereo, onde evitare di creare allarmi negli altri al bip di una notifica su WhatsApp. La solitudine può essere pesante e noiosa, ma può anche rappresentare uno spazio creativo, che offre nuovi pensieri e un senso di calma.

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alessiocarciofi

Autore|Speaker|Imprenditore nel marketing digitale. Nel 2015 crea la prima ed unica metodologia sulle distrazioni digitali, che permette l'aumento di focus, creatività e produttività.

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