[Guida Gratuita] 10 consigli per vivere una vita più sana e felice con la tecnologia

Viaggi e retreats digital detox nel post Covid-19

Viaggi digital detox come nuova frontiera del viaggio trasformativo.

Vi avverto. Sarò provocatorio. E’ un pò nella mia indole. Provocare per evocare. Lo farò per portare il mio pensiero in uno dei settori che amo terribilmente: il turismo.

Chi scrive, conosce abbastanza bene il turismo. 23 anni di esperienze, dal cameriere, fino al consulente di digital marketing per le principali aziende e destinazioni turistiche del panorama italiano ed estero. Inizia a muovere i primi progetti nel mondo del digital marketing nel 2010, creando i “primi” blog trip con il mondo degli influencer. (all’epoca c’era il mitico Flickr e non Instagram).

Nel 2012 organizzo insieme al mio fantastico team (Marzia, Luca, Mario, Rebecca e altri) una delle prime convention mondiali di travel blogger, portando in Umbria più di 120 travel blogger da tutto il mondo. (articolo di Repubblica) . E poi tanti altri progetti in giro per l’Italia.

Mi fermo. Non è un articolo per “mostrarvi” il mio curriculum vitae. E’ solo per dirvi, che da quando ho iniziato a frequentare il mondo del turismo sento parlare della parola “esperienze”. Tante parole, poco prodotto. Sarà ancora più incisivo. Tanto fumo. Troppo.

BASTA parlare di esperienze nel mondo del turismo

Sono trascorsi più di 20 anni da quando Joseph Pine II e Jim Gilmore hanno introdotto il concetto di ” Experience Economy “. Se è vero che il mondo del travel è cambiato e cambierà, dobbiamo cambiare “musica”. Basta produrre sempre le stesse “note”. E’ venuto il momento di scoprire l’ottava chiave del violino. Si chiama design.

E’ venuto il momento di parlare di DESIGN del BEN-ESSERE

Significa essere abili nel trasferire al nuovo “turista/viaggiatore” un design di stile di vita sostenibile. Che si distacchi dalle continue distrazioni, elenchi infiniti di attività, ritmi insostenibili, figli di una “cultura” del chi si ferma è perduto.

E’ venuto il momento di parlare di BEN-ESSERE.

Il Wellbeing (o benessere) è la prossima frontiera del Tech. ( vi consiglio di leggere questo super interessante articolo di Mirko Pasqualini su Medium).

Le basi per il Wellbeing sono state indebolite dal “vecchio” modello di crescita
nella nostra società ed economia. Ora tutto sta cambiando. Anche se io sono convinto che questo Covid-19 non genererà un vero e proprio cambiamento, bensì una forte accelerazione al cambiamento.

Riportando fedelmente i seguenti dati dall’articolo di Medium secondo Google Trends, nel solo 2019 abbiamo visto:

  1. Un aumento del 242% nelle ricerche di soluzioni di fitness virtuale
  2. Un aumento del 285% nelle ricerche di guarigione olistica (come il bagno del suono )
  3. Un aumento del 219% nelle ricerche di app di respirazione
  4. Un aumento del 182% nelle ricerche di ritiri di benessere
  5. Un aumento del 193% nelle ricerche sulle cure dei bambini
  6. Un aumento del 220% nelle ricerche di alimenti sani e funzionali

Quindi, un sostanziale bisogno di “sentirsi bene”, di migliorare la qualità della vita.

Il Wellbeing comprende molto più della semplice salute fisica. Tiene conto dell’intera persona, sia del corpo che della mente, e non semplicemente per “assenza di malattia”. Il suo approccio alla “salute” comprende la presenza di stati mentali, emozioni e stati d’animo positivi e identifica lo stato di felicità per raggiungere una vita sana“.

Come persone, sta aumentando e aumenterà la consapevolezza ad assumerci la responsabilità di apprendere e praticare abitudini di vita sane ed essenziali. Dobbiamo “nutrire” i nostri corpi con cibo salutare, rimanere concentrati e agili attraverso l’esercizio fisico e il movimento, riposare e dormire adeguatamente. Ma non basta, c’è bisogno di fornire alle nostre menti un momento di tranquillità per la meditazione, la riflessione e la ricarica.

Nella fase attutale di convivenza con il Covid-19 ( e oltre) le persone si sentono più sicure quando hanno a disposizione più spazio e aria fresca intorno a loro, quindi penso che il viaggio con un alto design di vivere semplicemente la natura, il mare, e gli (altri) spazi saranno trends che guideranno la domanda turistica.

Che cosa fare? Innanzitutto è obbligatorio estendere il concetto del Wellbeing non solo al mondo degli hotel con spazi dedicati al wellness. Ora, con il Covid-19, siamo tutti “chiamati” a co-creare nuove soluzioni di benessere. Un benessere olistico che vada oltre l’aspetto “fisico” e che prenda in considerazione anche l’aspetto mentale. Un viaggio che ti aiutarà a “cambiare” in meglio.

E quindi?

 Transformative travel: cos’ è?

Alla base, il viaggio trasformativo è incentrato sulla crescita personale che il viaggio ispira e che permette di coltivare. Oltre al viaggio esperienziale (autentico, locale, incentrato sulla cultura, fuori dai sentieri battuti) prende forma un nuovo design di viaggio, includendo lezioni, esercizi, coaching e altri strumenti per lo sviluppo personale durante e dopo il viaggio. Immagina una famiglia nepalese che ti guida in un’escursione verso l’Himalaya accompagnato da un life coach. 

Il viaggio non più come breve momento di transizione, ma come strumento di trasformazione personale – questo è alla base del transformative travel. Stiamo ritornando all’origine, al cuore, al fondamento del “viaggio”, ovvero, viaggio come trasformazione culturale. Il trasformative travel, sinonimo di tornare a casa profondamente cambiati.

Un prodotto “nuovo” per bisogni antichi

Chi si occupa di marketing e prodotto turistico, “dovrà” tenere in considerazione due aspetti:

il nuovo “marketing” non è più (solo) “Prenota Ora”, ma (anche) “Migliora domani”. O meglio, piccoli cambiamenti oggi per un grande miglioramento domani.

Potremmo dire, “Dalla call to action alla call to change“. Non più tutto e subito. Ma un valore sostanziale e diluito nel tempo. Se mi fornisci esperienze costruite intorno ad un design di vita sostenibile, io divento “quei” miglioramenti, grazie a te. Tu mi “aiuti” a migliorare e/o a potenziare la mia vita. Tu diventi parte della mia (nuova) consapevolezza. Tu per me sei un “partner emotivo” del mio cambiamento. Tanta empatia. Alti tassi di fidelizzazione.

Lunga vita all’educazione.

Ok storytelling, ma purché sia svolto per “educare” le persone a migliorare la loro vita. Ed allora, facciamoci guidare da una persona del territorio, che ci insegni a raccogliere le erbe spontanee nelle Dolomiti. Oppure da un maestro di Yoga che fa una lezione davanti ad un tramonto sul mare. Mentre ascoltiamo una “storia”, desideriamo essere educati a star bene, a “tirar” fuori il nostro potenziale, o semplicemente un’emozione “nascosta” da tempo.

“Il benessere non consiste solo nel sentirsi bene durante la vacanza. Si tratta di uno stile di vita”.

Oggi, i migliori wellenss hotel e ritiri di benessere si concentrano sull’aumento del benessere emotivo attraverso, per esempio, meditazione consapevole, digital detox, migliori pratiche di sonno, alimentazione sana, esercizio su misura e tempo trascorso in mezzo alla natura – e aumentando la tua salute fisica e il sistema immunitario. ( The Guardian)

Non si trattava solo di migliorare l’aspetto fisico ma anche e sopratutto quello mentale: trovando fiducia in se stessi e nella vita.

Ritiri e retreats digital detox

Ecco perchè già da anni organizzo retreats e aiuto le nuove frontiere del turismo a vivere questi nuovi format di “viaggi trasformativi”. Cosa sono essenzialmente i retreat digital detox?

La nostra vita è incentrata sul digitale e grazie al digitale possiamo potenziarla e migliorarla. Un retreats digital detox, non significa stare totalmente connessi e nemmeno totalmente sconnessi. Ci vuole un “equilibrio”.

Per questo, durante il retreats aiuto gli ospiti a sviluppare una relazione diversa con la loro vita digitale in modo da potenziare ciò che desiderano fare e come vogliono vivere.

Chi controlla la tua vita: tu o il tuo smartphone?

Questa prima domanda va a sottolineare come avere una relazione più produttiva con il proprio telefono. Più di ogni altra cosa, si concentra sulla gestione della propria attenzione invece che sulla gestione del proprio tempo. Questo è un tema costante nei retreats digital detox che “disegno” per alcune aziende che organizzano retreats.

Se hai davvero intenzione di creare una vita in equilibrio, devi saper gestire la tua attenzione. 

Il viaggio digital detox si concentra su tre elementi:

  • La trasformazione inizia a casa prima ancora di aver fatto le valigie. E’ un desiderio fortissimo.
  • Durante il retreat, riesci a potenziare le tue abitudini digitali, come per esempio il benessere del sonno. Il viaggio ti permette di “andare” in profondità nel cambiamento. Nella crescita.
  • Una volta ritornato a casa, inizia il vero “viaggio”. Nuove abitudini, nuova consapevolezza che ti portano a vivere meglio il tempo, l’attenzione e l’energia.

Quali sono gli elementi che deve avere un viaggio/retreat digital detox?


SICUREZZA: oggi è fondamentale trasferire sicurezza della “salute” ma sopratutto mentale.

STOP: fermarsi come sinonimo di “pausa”. Prendersi del tempo per ricercare la giusta dimensione, per ricaricare le “pile”, per ritrovare il “senso”. Lentezza come nutrimento.

SILENZIO: il rumore ci allontana. Il silenzio ci avvicina. Ci comunica. Basta ascoltarlo. E’ una questione di allenamento. Silenzio come nuove lusso. Silenzio come ricarica mentale.

SONNO: se veramente desideri eccellere è fondamentale dormire bene e le giuste ore. Ti aiuteremo a vivere meglio il tuo rapporto con il sonno. Questo sarà (lo è già) un driver di crescita pazzesco. Il vero benessere. La vera ricarica.

Aggiungo un’ultima S (esse) che è quella più importate. SENTIMENTI.

Abbiamo bisogno di un design di sentimenti che si basa su un nuovo modo di “rivivere” il viaggio.

Un viaggio che prende forma e colore dentro di noi. Un nuovo viaggio che pone l’ attenzione, come nuova forma di cura. Un modo per curare e custodire il bello che ci circonda.

Un viaggio che cambia veramente la vita. Semplicemente, mentre vivi. 

Photo by Cynthia del Río on Unsplash

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