[Guida Gratuita] 10 consigli per vivere una vita più sana e felice con la tecnologia

Recupera la concentrazione e smetti di essere schiavo dello smartphone in meno di 1 ora

Nel 2017, Nir Eyal di UX Collective, ha deciso che ne aveva abbastanza del suo smartphone e delle aziende che producono le app che lo stavano derubando del suo tempo e della sua concentrazione. Pensava di aver trovato la soluzione perfetta: il telefono a scheda.

Un dispositivo minuscolo, veramente economico, senza social media, senza browser internet e senza e-mail. Nessuna applicazione. Solo chiamate e messaggi di testo.

All’inizio, è stato interessante per lui essere l’unico amico con il “telefono strano”. Quando poi però è passata la novità, ha iniziato a sentire la mancanza del suo smartphone. Gli mancava la comodità di navigare con il GPS, ascoltare gli audiolibri e leggere tutti quegli articoli e la connessione con i suoi amici.

In altre parole, il telefono a scheda, anche se funzionale, non era molto divertente.

Da qui, il paradosso della tecnologia moderna: vogliamo che la tecnologia sia facile da usare e coinvolgente, ma quando otteniamo ciò che vogliamo, incolpiamo la tecnologia per avercelo dato.

I critici la chiamano “assuefazione” e dicono che sta “dirottando il nostro cervello”, ma non per forza le cose devono essere così drammatiche. Sicuramente ci sono dei lati negativi, ma non dimentichiamo che ne ha anche di positivi.

Il telefono a scheda permetteva a Nir di essere più presente nelle sue attività e nel contatto con i suoi amici. Si sentiva meno “al limite”, meno collegato all’eterno flusso di informazioni che Internet ci impone.

Dopo aver provato questo sistema, voleva essere in grado di tornare ad usare il suo smartphone, senza che questo usasse lui. La cosa interessante è che i passaggi che lo hanno portato a ridurre le distrazioni causate dal telefono gli hanno richiesto meno di un’ora del suo tempo. Ecco i 4 step che gli hanno permesso di raggiungere il suo obiettivo.

concentrazione

1.Rimuovere (7 minuti)

Il primo passo per gestire le distrazioni sul tuo telefono è quello di rimuovere le applicazioni che non ti servono più. Sicuramente il tuo telefono sarà pieno di applicazioni inutili, che magari non usi da mesi, forse da anni. Queste app non solo rubano spazio di archiviazione, ma ogni volta che si aggiornano consumano un po’ dei tuoi dati mobili. L’aspetto del tuo telefono sarà certamente caotico e disordinato.

Ricordi tutte quelle app che volevi assolutamente provare? O che magari andavano di moda qualche settimana fa? Ormai saranno solo lì a rubare spazio. Questo è il momento giusto per disfarsene.

Nir menziona uno strumento piuttosto utile: chi possiede un iPhone può sfruttare la funzione “Offload App” che rimuove automaticamente le app usate raramente, mantenendo comunque intatti i dati e le impostazioni. La cosa buona di Offload App è che l’app viene disattivata solo temporaneamente, l’aspetto negativo invece è che lascia l’icona dell’app disattivata sullo schermo, contribuendo a creare un po’ di “caos visivo”.

Dividi le app buone da quelle che sono un problema per la tua concentrazione.

Facendo questo, si ha la sensazione che si ha dopo aver svuotato un armadio o dopo aver pulito bene la cucina. Ci si sente come se si fosse alleggerito il carico, e in senso stretto, è così: meno disordine visivo c’è sul telefono, meno c’è che ti tenta e ti distrae.

2. Sostituire (16 minuti)

Il primo step è una passeggiata. Il secondo è un po’ più impegnativo: bisogna infatti capire cosa farsene delle app che rimangono, quelle che a volte si usano e che magari ci fanno perdere del tempo prezioso.

Nir cita un esempio tratto dalla sua esperienza: quando giocava con sua figlia, a volte, spinto dalla noia, si metteva a sfogliare le pagine dei suoi social network. E come un giocatore d’azzardo che rimane incollato davanti alla slot, veniva risucchiato dal suo dispositivo perdendo il contatto il presente.

Non se la sentiva di toglierli. Ha piuttosto ritagliato delle ore specifiche all’interno della giornata da dedicare a questa attività. Ogni sera si riservava un momento apposta per controllare i suoi social e, visto che sul telefono non gli erano più necessari, ha deciso di effettuare il login solamente dal desktop. Le app sono sparite, così come le sue potenziali distrazioni.

Un’altra strategia vincente è stata cambiare il modo di guardare l’ora. Prima la controllava sullo schermo del telefono, e facendo ciò veniva distratto sempre da qualche notifica o da qualche news. Con uno smartwatch però, questo problema ha smesso di presentarsi: dava una rapida occhiata a quello che aveva bisogno di sapere e nulla di più.

Ha rimosso poi altre app che usava ma che si conciliavano male con i suoi valori. App come Audible per ascoltare libri e Pocket per leggere articoli sono rimaste; le app relative alle news dell’ultima ora erano troppo stressanti. Sono sparite.

Anche i giochi sono stati cancellati. La qualità di alcuni giochi sviluppati su smartphone è innegabile, tuttavia Nir aveva deciso che non era quello il modo in cui voleva trascorrere il suo tempo, preferendo piuttosto ascoltare un audiolibro, chiamare un amico o semplicemente respirare in silenzio per qualche minuto.

Ricorda, l’unico a dare giudizi morali su cosa dovrebbe passare il tuo tempo e cosa dovrebbe essere sul tuo telefono sei tu. Assicurati solo che sia in linea con il modo in cui vuoi passare il tuo tempo su quel dispositivo. L’idea è quella di trovare il momento e il luogo migliore per fare le cose che vuoi fare. Solo perché il tuo telefono può apparentemente fare tutto, non significa che debba farlo.

Nir Eyar

Tempo totale per questo passaggio: programmare il tempo dei social media al desktop invece che al telefono (5 minuti), eliminare le app che non si allineano ai valori (10 minuti di contemplazione, 1 minuto per farlo davvero)

3.Riorganizza (5 minuti)

Che aspetto avresti se ti vestissi nello stesso modo in cui tieni la schermata iniziale del tuo telefono?

Questo paragone fa sorridere, ma a pensarci bene non è poi così sbagliato. Considerato l’uso che facciamo dei nostri telefoni, tenerli in buono stato di manutenzione dovrebbe essere un nostro dovere.

Una volta eliminate le app inutili e deciso cosa farne delle altre, è il momento di darsi da fare a riorganizzare quelle rimaste.

La schermata iniziale dovrebbe essere a prova di distrazione. Questo vuol dire niente social media, niente giochi, niente app di notizie, o qualsiasi altra cosa a cui si possa ricorrere in un momento di debolezza. Va bene tenerle sul telefono, non va bene lasciarsi tentare ogni volta che si accede al proprio smartphone.

Tony Stubblebine, caporedattore della popolare pubblicazione Medium, Better Humans, chiama la configurazione del suo telefono “Essential Home Screen“. Stubblebine è stato il sesto dipendente di Twitter, quindi conosce sia la promessa delle app dei social media, sia il loro pericolo quando tutte quelle informazioni sono rese immediatamente accessibili. Stubblebine raccomanda di dividere le app del tuo telefono in tre categorie.

  • Strumenti primari: ovvero quelli che ti aiutano a realizzare compiti definiti su cui fai affidamento di frequente. Ad esempio, ottenere un passaggio, trovare un luogo, aggiungere un appuntamento. Non dovrebbero essercene più di cinque o sei.
  • Aspirazioni, cioè “le cose che vuoi passare il tempo a fare: meditazione, yoga, esercizio, leggere libri o ascoltare podcast”.
  • Slot Machine“. Queste sono le app che apri e in cui ti perdi: email, Twitter, Facebook, Instagram, Snapchat, ecc.

Dopo aver parlato di questa suddivisione, Stubblebine suggerisce di pensare alla propria home page come ad un gruppo di app di cui ci si sente responsabili. “Se l’app innesca una perdita di controllo, spostatela su un’altra schermata“.

Nell’articolo Nir parla di un modo mirato di accedere alle app che ci servono: cercarle direttamente invece di scorrere, scorrere e scorrere ancora le nostre schermate.

Tempo totale per cancellare solo le app essenziali dalla schermata iniziale: 5 minuti

4.Reclama (30 minuti)

Uno scrittore senior di WIRED ha scritto un pezzo in cui espone le sue frustrazioni con le notifiche sul suo cellulare:

“Ricevo notifiche quando un conoscente commenta i post su Facebook di uno sconosciuto, quando gli spettacoli che non mi interessano arrivano su Netflix, e ogni singolo giorno alle 18 quando diventa disponibile un nuovo cruciverba. Recentemente, ho ricevuto un messaggio dai miei cari amici di Yelp. ‘Abbiamo trovato una nuova attività che fa per te’, diceva. Ho aperto la notifica, nella remota possibilità che Yelp avesse finalmente trovato la nuova attività che stavo aspettando. Non l’ha fatto. Così ho chiuso Yelp, ho fissato il vuoto per un secondo e poi ho aperto Instagram. Produttività finita“.

Lo sapevi che nel 2013 Apple ha dichiarato che i suoi server hanno inviato 7,4 trilioni di notifiche push? Prova a pensare a quante persone sono state interrotte in questo modo, tantopiù se si considera che meno del 15% degli utenti di smartphone regolano le loro impostazioni di notifica (secondo Adam Marchick, CEO della società di marketing mobile Kahuna), il che significa che il restante 85% permette ai produttori di app di interromperli quando vogliono.

Diventa quindi compito nostro scegliere quando e come farci interrompere.

E ora ci chiediamo: quali notifiche delle app dovremmo disabilitare e come fare?

Nir ha individuato tre diverse modalità per farsi distrarre dalle notifiche, e ogni app, a seconda della sua funzione, avrà diritto a disturbarlo in un modo diverso.

  • Suono: una notifica sonora è la più intrusiva e dovrebbe essere concessa solo al tipo di app a cui diamo una particolare importanza, e a cui diamo la possibilità di interrompere la nostra concentrazione. Lui ha scelto di concederle solo ai messaggi di testo e alle chiamate telefoniche.
  • Vista: dopo il suono, i trigger visivi sono il livello successivo di interruzione. Ci sono diversi modi per farsi distrarre da questo tipo di notifiche. Nir, comunque, disattiva tutto e mantiene attivi solo i badge, “i pallini rossi”, sopra le icone. Ci sono poi tante app per rimanere in contatto con le altre persone, app che nessuno userebbe mai per contattarlo in caso di emergenza, quindi sa che può aspettare ad aprirle la prossima volta che sè pronto a guardare il suo telefono.
  • Sayonara: il resto delle app non hanno diritto a nessuna notifica. Si aprono quando se ne ha bisogno. App come Maps o Uber sono utili solo nel momento in cui vengono aperte. Non è necessario lasciar loro il permesso di disturbarci.

I nostri telefoni hanno delle modalità specifiche, attivabili nel momento in cui non vogliamo davvero essere disturbati da niente e da nessuno. Uno dei più standard è il “Do Not Disturb“, che può essere programmato per evitare che tutte le notifiche vi raggiungano, comprese le chiamate e i testi. Questo è, a meno che qualcuno non chiami più volte consecutivamente o mandi dei messaggi specifici. Sarebbe consigliabile impostare il telefono in questa modalità di sera.

Un’altra funzione interessante è “Non disturbare durante la guida” che blocca anche le chiamate e il testo, ma invia un piccolo messaggio che dice all’altra parte che non si può prendere il telefono in questo momento.

Naturalmente, nessuno deve sapere che non sto effettivamente guidando quando uso questa funzione. Ogni volta che sono con gli amici, in una riunione, trascorrendo del tempo di qualità con mia figlia o mia moglie, o semplicemente ho bisogno di un po’ di tempo di lavoro concentrato, tocco su “Non disturbare durante la guida” e mi godo il silenzio. So che avrò tempo nella mia giornata per rispondere alle chiamate e ai messaggi perché ho prenotato il tempo solo per questo scopo.

Imparare a regolare le impostazioni di notifica è un lavoro che andrebbe svolto ogni qualvolta che si installa sul proprio smartphone un’app nuova. Se ci si dimentica di farlo, poco male: vorrà dire che quando sarai disturbato da una notifica di quell’app sarà come un “reminder” per ricordarti di disattivarle.

Tempo totale: disabilitare le notifiche per ogni app che può aspettare (30 minuti); attivare Do Not Disturb prima di ogni periodo di tempo focalizzato (5 secondi)

La parte migliore è che tutti e quattro i passi mi hanno richiesto un totale di 59 minuti, una frazione del tempo che passavo a scorrere su Facebook o a guardare video su YouTube in una serata prima di fare questi cambiamenti. Non c’è motivo per cui non si possa tornare indietro – e quando lo si fa, si può vivere con la tecnologia e maturare tutti i suoi benefici, mentre si mitigano i costi.

Articolo di Nir Eyar tradotto da UX Collective e liberamente riprodotto

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